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Come smaltire correttamente le cartucce esauste? Evita multe grazie agli step poco noti

Elena Portolanidi Elena Portolani· 13/08/2026 15:46
Come smaltire correttamente le cartucce esauste? Evita multe grazie agli step poco noti

Risposta breve: non buttarle nell’indifferenziato. Porta le cartucce e i toner esausti in negozio con raccolta, all’ecocentro comunale o usa i programmi del produttore; in azienda servono codici EER corretti, FIR e trasportatore iscritto. Così eviti sanzioni.

Perché è un tema da non sottovalutare

Cartucce e toner contengono polveri e residui di inchiostro. Non sono rifiuti comuni.

Per i privati il conferimento è semplice. Per gli uffici scattano obblighi documentali.

La cornice è il Testo unico ambientale. Molti brand operano in logica di Responsabilità estesa del produttore.

Privati vs aziende: cosa cambia (e dove si sbaglia)

La differenza chiave è nei documenti e nelle prove di corretto smaltimento.

Chi sei Dove conferirle Documenti Rischio multa
Privato Ecocentro comunale; negozi con raccolta; programmi del produttore Nessuno obbligatorio; conserva eventuale ricevuta Abbandono rifiuti: sanzione amministrativa
Azienda/PA Gestore rifiuti autorizzato; take-back con ritiro documentato Codice EER, FIR, registro carico/scarico; MUD se dovuto Gestione illecita: ammende e, nei casi gravi, sanzioni penali

Codici EER più usati

  • 08 03 18: rifiuti di inchiostri diversi da quelli pericolosi (cartucce/toner non pericolosi).
  • 08 03 17*: rifiuti di inchiostri contenenti sostanze pericolose (casistiche particolari).

Verifica sempre il codice con il tuo gestore: dipende da residui e composizione.

Gli step poco noti che ti evitano multe

1) Separa e identifica subito

  • Dividi cartucce inkjet dai toner laser.
  • Etichetta il contenitore con “cartucce esauste – EER 08 03 18/17*”.
  • Non mescolare con altri rifiuti d’ufficio.

2) Conserva nel “deposito temporaneo” (aziende)

  • Usa un contenitore chiuso, integro e non schiacciato.
  • Tieni il deposito separato da carte e solventi.
  • Rispetta i limiti di tempo/volume del deposito temporaneo previsti dalla legge.

3) Scegli il canale giusto

  • Privati: ecocentro comunale, negozio di elettronica con isola di raccolta, corner dedicati nei supermercati.
  • Aziende: ritiro con trasportatore iscritto e impianto autorizzato; in alternativa, take-back del produttore con documentazione.

4) Documenti che fanno la differenza (uffici)

  • FIR (Formulario Identificazione Rifiuto): compilo, firmo e conservo l’esemplare controfirmato.
  • Registro carico/scarico: carico alla produzione, scarico al ritiro.
  • MUD: se soggetto, dichiaro i quantitativi annuali.

Manca un anello? In caso di controllo, la filiera non è dimostrabile.

5) Valuta riuso e rigenerazione

  • Programmi ufficiali (HP Planet Partners, Canon, Epson, ecc.).
  • Rigeneratori certificati: richiedi sempre il DDT/FIR.
  • Per prodotti reman, verifica garanzia e resa di stampa.

Errori comuni da evitare

  • Indifferenziato: è l’errore più frequente. Evitalo sempre.
  • Schiacciare i toner: rischi dispersioni e contaminazione.
  • Mescolare pericolosi e non: complica codifica e costi.
  • Trasporto fai-da-te in azienda: senza titolo è illecito.
  • Mancata tracciabilità: FIR/registro assenti equivalgono a gestione illecita.

Costi: come spender meno (legalmente)

  • Raggruppa i ritiri: meno viaggi, costo unitario più basso.
  • Contratto “all inclusive” con il manutentore stampanti: spesso include il take-back.
  • Rigenerato certificato: riduci il rifiuto alla fonte.
  • Contenitori dedicati: meno danni, meno rifiuto contaminato.

Indicativamente, un ritiro dedicato in azienda costa da poche decine a qualche centinaio di euro, in base a volumi e zona.

Mini check-list operativa

  1. Prepara un contenitore etichettato vicino alle stampanti.
  2. Verifica il codice EER con il gestore.
  3. Stipula un contratto di ritiro o attiva il take-back del brand.
  4. Archivia FIR e registri (se sei un’azienda).
  5. Comunica al team come conferire (messaggio di 3 righe, chiaro).

In sintesi:

  • Privati: ecocentro o negozio; conserva eventuale ricevuta.
  • Aziende: codifica corretta, FIR, registro e gestore autorizzato.
  • Mai indifferenziato; sì ai programmi del produttore.

Domande lampo (risposte secche)

Posso buttarle nella plastica?

No. Non sono imballaggi. Vanno in circuiti dedicati.

Il negozio è obbligato a ritirarle?

No in senso generale; molti esercizi però offrono raccolta volontaria o legata al marchio.

Quali sanzioni rischio?

Per privati: sanzioni amministrative per abbandono. Per imprese: da ammende rilevanti a profili penali in caso di gestione illecita documentata.

Consiglio da ufficio: ordina meno, meglio

Da ex responsabile amministrativa che adora la cancelleria ben progettata: scegli stampanti e cartucce con alta resa, monitora i consumi e riduci gli ordini impulsivi.

Meno scorte che seccano = meno rifiuti, meno costi, nessun pensiero sullo smaltimento.

Elena Portolani
Elena Portolani

Elena ha una passione innata per il design degli oggetti di cancelleria ed è da sempre il punto di riferimento tra colleghi quando si tratta di trovare le penne migliori sul mercato. Dopo aver seguito per tre anni un ufficio amministrativo, scrive articoli pratici su come migliorare la produttività con strumenti semplici.